Innanzitutto, il sito era incontaminato, selvaggio e remoto: una vera e propria area selvaggia. L’approccio natureculture rispetta il paesaggio e, cosa ancora più importante, ne comprende il valore. Il terreno circostante è l’esperienza; è ciò che attrae gli ospiti a un soggiorno profondamente immerso nella natura. Gli interventi sono quindi precisi e minimi. Qui, le terrazze con sedute incassate creano angoli riparati dove gli ospiti si riuniscono attorno al fuoco da campo, protetti dal vento, per assaporare il tempo immersi negli elementi senza disturbare il carattere del luogo.
Circondati da montagne desertiche, la domanda è come introdurre l’acqua senza perdere il senso del luogo. La nostra risposta è lasciare che l’acqua registri le forme di pietra già presenti. In contesti come questi, l’approccio natureculture è quello di non fare quasi nulla. Creare l’illusione di trovare il sito come è sempre stato.
Quando il sito non offre un bacino naturale, facciamo una mossa ovvia ma precisa. Qui, la geometria pura del cerchio segnala un intervento deliberato: vasche idromassaggio arroccate lungo la cresta. La struttura bassa incornicia l’acqua in modo pulito. L’esperienza è ridotta all’osso e sensoriale: acqua calda contro aria frizzante, vapore che si alza nel cielo limpido, ampie vedute tenute al limite. È una dichiarazione chiara, fatta con cura, in modo che il paesaggio rimanga protagonista.
Ove possibile, utilizzare il sito stesso. Questo luogo per la meditazione è scolpito nella pietra esistente e situato tra affioramenti naturali sulla cresta. Niente di aggiunto che non sia necessario: tutto ciò che serve è un piano orizzontale per sedersi. Cos’altro serve oltre alla pietra e al silenzio? L’intento è semplice: sentirsi completamente immersi nel paesaggio.